Escursioni e itinerari

Locarno

Abitata in tempi preistorici e probabilmente fondata dai celti, la locurnum dei romani fu stazione militare e centro di smaltimento commerciale per la regione transalpina, di pari importanza a quella che, sull’altro capo del lago, aveva Angera.

Borgo medioevale, noto dal secolo IX, fu dai longobardi aggregato al ducato di Angera, ampiamente fortificata e munita di Castello e di mura. Dopo la venuta dei Barbarossa, Locarno subì l’influenza di varie famiglie gentilizie: dei Muralti, degli Orelli, dei Magora, dei Besozzo ecc. Personaggio di spicco fu Simone Muralto (tardo sec XIII), capitano della fazione ghibellina comasca, capeggiata dai Visconti. Famosa è la sua vittoria navale contro la flotta di Napo della Torre, conseguita nelle acque di fronte a Germignaga.

I Visconti, al cui possesso la cittadina appatrteneva fin dal secolo XIV, fecero rinnovare il castello, successivamente ampliato ed abbellito dai Rusca, subentrati al governo per cessione dei primi nel 1439. Quest’opra imponente, insieme con le mura, fu quasi rasa al suolo dagli svizzeri (1531), che nel 1513 avevano preso possesso della cittadina.

Alcune nobili famiglie Locarnesi (Orelli, Muralti, Duni, Appiani, Ronco ecc) che, avendo abbracciato il protestantesimo, furono costrette a lasciare la città (1555) e si trasferirono a Zurigo, ove diedero avvio all’industria della seta.

Con gli svizzeri, Locarno seguì le vicende dei baliaggi ticinesi fino al 1798, finchè non entrò a far parte della confederazione nel 1803. Nell’ottobre 1925 vi furono firmati i patti di Locarno. Fra gli artisti Locarnesi emerge la famiglia degli Orelli (XVII/XIX secolo), abili decoratori e stuccatori.

Il centro della cittadina è l’ellittica piazza Grande, ove convergono le vie della vecchia Locarno, al termine della piazza, verso ovest, si prende la breve via Franceschino Rusca, che sfocia sulla piazza ove, sulla destra, si vedono i ruderi dei castelli di Locarno, che i Rusca avevano fatto grande e bello (sec XV) e che abbattuto dagli svizzeri, è ora ridotto a parte delle mura occidentali, ad un avancorpo stile rinascimentale, e ad una torre.

Il complesso subì radicali restauri nel 1923/26. Dall’ingresso si entra in un cortiletto medioevale, e da qui nell’antica caserma, ove sono esposte varie armi. Da qui si accede al bel cortile cinquecentesco a loggiato con bel puteale. Dal cortiletto si sale alle scale del primo piano, con camini scolpiti, armi, quadri, gruppi scultorei, mobili antichi, monete romane, ceramiche dell’Italia meridionale del VII/II secolo a.C. ed una bellissima raccolta di vetri, bronzi, statue e suppellettili romane (I sec. d.C.) il tutto reperito a Locarno e nei suoi dintorni; oggetti della seconda età del ferro e dell’età del bronzo, scoperti a Locarno ed a Solduno, e della prima età del ferro rinvenuti a Minusio.

Dal loggiato del primo piano, per la scala dei Rusca, si sale al secondo piano ove sono sistemate le collezioni ornitologiche e mineralogiche e, da qui alla torre merlata del castello. Salendo sul fianco sinistro del castello si raggiunge la piazza San Francesco ove sono un’edicola funebre di Giovanni Orelli, opera di Stefano da Velate (1347) e la chiesa di San Francesco, fondata nel 1230, ricostruita nel 1538, con materiale recuperato dal castello.

L’interno è a tre navate di tipo basilicale, con abside semicircolare, sulle pareti troviamo i resti dell’antica decorazione a fresco dei pittori locarnesi Orelli. Nel refettorio dell’antico convento francescano troviamo affreschi di Baldassarre Orelli. (1716)

Per la via dell’ospedale si giunge nella piazza S. Antonio, ov’è la collegiata di Sant’Antonio di antica fondazione, ma ricostruita nel 1668, con facciata del 1863 e con interno ad una navata a croce latina. Al secondo altare destro, si trova una Deposizione dalla Croce, con finte prospettive dell’Orelli (1742), al secondo altare sinistro, troviamo la Madonna in legno del 400.

Sul lato destro della Chiesa, la via Vallemaggia costeggia quasi subito il cimitero, in fondo al quale troviamo la restaurata Chiesa di Santa Maria in Silva, chiesetta tardogotica, di cui è superstite il coro. La facciatella è monocuspide,con campanile a cella bifora. Nell’interno sono conservati affreschi del 1401 di stile gotico, edel primo 500 figuranti storie della Vergine, di Gesù e figure di Santissimi.

Per la via Sant’Antonio si giunge alla piazzetta delle corporazioni.A sinistra nella via cittadella, troviamo una Chiesa nuova, ricca di stucchi nel fronte e nell’interno, edificata verso il 1630 da Cristoforo Orelli, e l’attigua seicentesca casa dei canonici, dall’elegante facciata con stucchi elogge. Dalla piazzatta, per via della motta, si torna in piazza grande, dalla quale si scende al lungolago, di fronte all’imbarcadero, ove sono i giardini pubblici ed il Kursaal.

Il lungolago è una magnifica passeggiata, in un riposante contorno di verde e di fiori, con panorami incantevoli e variati, ha inizio oltre il Lido, posto con lo stadio nel bosco isolino (minigolf), verso il delta del Maggia e prosegue verso il piano del Magadin, descrivendo un’ampia curva corrispondente all’insenatura ov’è Muralto, il centro di Locarno.

Presso l’imbarcadero troviamo il monumento a Giuseppe Cattori (1939). Deviando a sinistra si sale in breve alla Chiesa di San Vittore, il più importante monumento di Locarno. Su una preesistente costruzione sorsenei secoli XI/XII la Chiesa presente, rimaneggiata nei secoli XVI/XVII, ma ancora intatta nelle sue strutture originarie. E’ un bell’esempio di architettura romanico lombarda, in cornici di pietra del tipo esistente, Baveno, Montorfano, Brebbia e Gemonio.Ha la facciata a cuspide centrale ed ali spioventi; il protiro,con la soprastante finestra ed il nartice, sono aggiunte posteriori.

Tre absidi con archeggiature concludono l’edificio mentre il campanile, iniziato nel 1524, e subito interrotto, è stato terminato solo di recente. Sul lato sud del campanile, troviamo un bel rilievo di Martino Berazzoni (1462), rappresentante San Vittore a cavallo, con iscrizione in lode di Franceschino Rusca. L’interno a tre navate è appesantito da aggiunte barocche, mentre coserva ancora il suo aspetto originario la cripta sotto il presbiterio, ove le colonnette romaniche, si fregiano di capitelli con intrecci decorativi e figure zoomorfe.

Gita da Locarno al Santuario della Madonna del Sasso, a Cardada ed alla Cimetta

La gita da Locarno può essere effettuata in tre modi; primo,con totale percorso a piedi della durata di circa tre ore, passando per la chiesa dell’Annunciata, fondata da Fra Bartolomeo (tardo 400) e conservante al suo interno una Madonna col Bimbo di gusto Bramantesco, poi, per un portico e per la strada della via Crucis sino al Santuario, seguendo poi la carrozzabile ed il sentiero fino a Cardada ed alla cimetta Cardada. Secondo, seguendo la carrozzabile sino a Brè e poi a piedi sino a Cardada e cimetta per circa !,40 ore: terzo con funicolare fino al Santuario poi con funivia fino a Cardada e seggiovia fino alla cimetta.

Il Santuario della Madonna del sasso sorge su una rupe a picco sopra una boscosa valletta, in posizione dominante la piana di Magadino, il Santuario venne fondato nel 1497 in seguito all’apparizione della Madonna a Fra Bartolomeo d’Ivrea (1840), quindi arricchito ed ampliato in varie riprese, nelle cappelle del corridoio d’ingresso, si trovano alcuni gruppi plastici policromi; l’ultima cena di F. Silva. Per un ampia gradinata si sale alla facciata del seminario, preceduta da un portico afferscato e con coronamento mistilineo. L’interno a tre navate, con profondo coro, è decoratissimo di stucchi, di doratue e di dipinti (numerosi ex voto).

Di particolare rilievo sono, nella cappella in fondo alla navata destra, la magnifica tavola del Bramantino figurante la fuga in Egitto (1522), chiusa in bella cornice, sulla parete destra della cantoria, un transito della Vergine, una bella tela di autore ignoto. All’altare maggiore, si trova una venerata statuina della Madonna col Bimbo della fine del 400, fatta eseguire da fra Bartolomeo d’Ivrea, nella cappella della navata sinistra, il gruppo della pietà, notevole saggio di scultura popolare lombarda del 400, e sulle pareti della stessa cappella, tre quadri di Bernardino de Conti di Pavia (1450/1528); nell’altare di sinistra, il Trasporto di Cristo, di Antonio Ciseri da Ronco (1869).

Poco sopra il Santuario, nella frazione Orsellina, troviamo la stazione inferiore della funivia, che in 10 minuti sale all’alpe Cardada (metri 1360) ove si gode di un panorama meraviglioso del lago Maggiore, delle valli ticinesi, delle alpi vallesane e dell’Oberland Bernese. Dall’alpe Cardada si prende la seggiovia per raggiungere la cimetta Cardada m. 1671, che gode di un panorama strepitoso di valli e montagne tra cui alcuni 4000.

Liberamente tratto da “Le meraviglie del Lago Maggiore” guida turistica edita da Reggiori).
E’ un libro ricco di testi e di illustrazioni che potrete acquistare nei negozi sulle isole Borromee e nelle località turistiche.