In questa pagina diamo una breve spiegazione storica dell'isola Bella e, con l'aiuto di Luca (guida autorizzata), illustriamo come si svolge la visita dell'isola, dal momento dello sbarco alla ripartenza.

A pochissimi minuti di barca dal Lido di Stresa, troviamo la più famosa tra le Isole Borromee, l’Isola Bella.

Giulio Cesare II Borromeo iniziò i lavori per la costruzione del palazzo e dei giardini dal 1620. Alla sua morte (1638), i lavori furono portati avanti dal fratello Carlo III che aveva sposato Isabella D’Adda. A seguito della contrazione fonetica del nome Isabella cui era stata dedicata l’isola, essa fu ridenominata in seguito, anche per la sua bellezza, Isola Bella. Il palazzo, fu inaugurato con grandi feste nel 1671 dal figlio Vitaliano VI. Il progettista dei lavori fu Antonio Crivelli, ma tutti i maggiori architetti lombardi dell’epoca lavorarono alla realizzazione dell’opera da Francesco Maria Richini a Carlo Fontana.

Sbarcati sull’isola, osserviamo le facciate, in gran parte non completate (doveva comporsi di una decorazione a pietre bianche e scure), del palazzo occupante la sua parte settentrionale: è un esempio tipico del barocco lombardo che predilige all’esterno forme sobrie ancora tardo rinascimentali.

Ci avviamo verso l’ingresso, notando alla nostra sinistra, all’interno del porticato, una targa che ricorda la grande piena del Lago Maggiore nei primi giorni dell’Ottobre 1868 con l’indicazione del livello raggiunto dalle acque che sommersero in parte la costruzione.

Entrando, troviamo la Sala delle Armi che precede lo scalone che ci porterà al Piano Nobile del Palazzo. Qui troviamo una serie di cannoncini ed armature di origine spagnola che furono regalate alla famiglia Borromeo ed ora appartengono alla loro collezione. Mentre saliamo la scalinata con i gradini in granito rosa di Baveno ed una balaustra in marmo policromo del 1673, siamo contornati, alle pareti, da grandi stemmi in stucco bianco rappresentanti altre importanti famiglie nobili italiane che si imparentarono con i Borromeo nel corso dei secoli: i Medici di Firenze, I Farnese, gli Odescalchi ed i Barberini di Roma, la Casa Savoia. La sequenza termina con lo stemma araldico dei Borromeo composto da alcuni celeberrimi simboli come i tre anelli intrecciati simboleggianti l’unione tra Visconti, Sforza e Borromeo o l’Unicorno animale fantastico allegoria della potenza della famiglia.

Arriviamo così al Piano Nobile del Palazzo: la decorazione della sala di ricevimento è in un ricco stile barocco seicentesco con stuccature e legni dorati. Intravvediamo al centro della sala un tavolo con un servizio composto da vetri francesi, sormontati da uno degli innumerevoli lampadari ottocenteschi in cristallo di Murano che troveremo durante la nostra visita. Nella sala non manca un ritratto di Vitaliano VI del Milanese. La sala è chiamata anche delle Medaglie per la presenza di dieci medaglioni in legno dorato ed intagliato che rappresentano alcune scene tratte dalla vita del grande Arcivescovo di Milano e Cardinale Carlo Borromeo, personaggio chiave della Controriforma Cattolica nella seconda metà del 500’, durante la lotta contro il Protestantesimo e divenuto Santo per la Chiesa.

A questo punto, varchiamo la soglia dell’immenso e stupefacente Salone Grande, sempre in stile barocco e con la presenza di soprastanti gallerie da dove venivano osservati i ricevimenti che si svolgevano in questo spazio. Al centro della sala, rimaniamo attratti da un modellino che rappresenta l’intero progetto di costruzione dell’Isola Bella da parte dei Borromei: la grande idea, poi realizzata in gran parte, fu quella di costruire una sorta di vascello immobile in mezzo al lago, con le parti più alte del palazzo e dei giardini che costituivano una sorta di ponti di comando di tale nave.

Ora, proseguendo nella nostra visita, transitiamo nella Sala della Musica, dove troviamo il tavolino originario dove si svolse la Conferenza di Stresa dell’Aprile del 1935 a cui parteciparono Mussolini e gli ambasciatori Laval per la Francia e Mc Donald per il Regno Unito. L’incontro è testimoniato anche, su una parete della sala, dalla presenza di una carta con le risoluzioni finali dell’incontro autografata da tutti i partecipanti. La seguente sala è dedicata ad uno degli ospiti più illustri che visitò il palazzo: Napoleone Bonaparte. Egli arrivò qui due volte, la prima, nell’Agosto del 1797, è ricordata da una stampa dell’epoca che lo ritrae con la moglie Giuseppina e la sorella Paolina nei giardini dell’Isola Bella. Eccezionale testimonianza è poi rappresentata dall’originale letto a baldacchino dove dormì. La dotazione della sala è completata da splendidi specchi in stile impero dell’epoca e da un soffitto a trompe l’oeil.

Usciti da questa sala, dopo aver osservato, sulla destra, una splendida cassaforte del 600’ fiorentina tutta intarsiata con minerali e pietre preziose, transitiamo nella piccola biblioteca e giungiamo nella sala Luca Giordano, caratterizzata dalla presenza di grandi dipinti a tema mitologico opera di questo grande artista seicentesco di nascita napoletana ma che lavorò a lungo con la scuola veneta del periodo caratterizzata dalla grande ricchezza coloristica. Egli, per il suo modo veloce di dipingere, fu soprannominato Luca il veloce. Al centro della sala, altro capolavoro da osservare stupiti, una sella finemente lavorata in avorio proveniente da una famiglia di bottegai veneziani nella prima metà del 400’. Passando per la sala di lavoro con alcuni ritratti di personaggi del casato, giungiamo nella sala dello Zuccarelli, pittore settecentesco maremmano che fece fortuna a Londra e che ha dipinto per la famiglia alcune sue proprietà. Nella sala di conversazione, ci imbattiamo in una vera e propria rarità: un tavolino circolare composto da un’incredibile mosaico ottenuto da piccole tessere di marmo policromo e raffigurante un vaso di fiori. Ci vollero ben diciotto anni per assemblare un tale disegno e fu un regalo di Papa Leone XII all’ambasciatore per il governo austriaco in Vaticano Giberto Borromeo nel 1825.

Il primo piano, si conclude con la settecentesca sala da ballo in stile neoclassico, contornata da divanetti in seta ed un grande lampadario in cristallo di Boemia.

Ora siamo pronti per la visita della stupefacente parte sotterranea del palazzo.

Si rimane estasiati di fronte a tanta maestria compositiva, nel vedere questi sei ambienti, costruiti in circa cento anni nel corso del settecento, a forma di grotta e realizzati con l’inserzione di una decorazione a pietre di natura lavica o sassolini locali provenienti dai torrenti e dal lago. La nostra vista sarà attratta in una sala da una elegante scultura, La Venere addormentata” del Monti, ravennate, seguace del più famoso scultore neoclassico il Canova. E’ possibile, inoltre, contemplare in questi spazi, le bardature, finemente lavorate, dei cavalli di casa Borromeo ed antichissimi ritrovamenti archeologici provenienti dalle necropoli appartenenti alle civiltà dell’età del ferro di Golasecca.

La nostra visita del palazzo Borromeo all’Isola Bella è quasi giunta al termine. Risaliamo al piano nobile attraverso una lunga scalinata a chiocciola, ripassiamo per il salone da ballo ed entriamo nel corridoio degli specchi, dove, per la particolare angolazione delle grandi specchiature presenti in questo ambito, la vostra immagine subirà diverse divertenti riflessioni.

Abbandoneremo gli interni non prima di aver visitato la famosa Galleria degli Arazzi, tappezzata da una serie di opere tessute a mano da manifatture fiamminghe alla metà del 500’ ricche di colori e di soggetti animali e naturalistici. Lo sapete che in questa sala, grazie alla sua perfetta acustica, si svolgono anche alcuni concerti a fine estate delle rinomate Settimane Musicali di Stresa?

Da ricordare che, durante la nostra visita della parte interna del palazzo, è possibile accedere anche alla Galleria Berthier, la cui entrata è posta a sinistra dell’ingresso al piano nobile, con la galleria di dipinti con innumerevoli opere di artisti come il Gianpietrino, il Boltraffio, Ludovico Carracci, Daniele Crespi, Camillo e Giulio Cesare Procaccini, Paris Bordon ed il Bergognone e la sala delle udienze, riccamente decorata e detta anche del trono, poiché caratterizzata dalla presenza di un monumentale seggio in legno scolpito e dorato del XVIII secolo sormontato da un baldacchino in seta ricamata.

Uscendo, saliamo ai giardini terrazzati all’italiana del 600’ (dieci terrazze sovrapposte una all’altra), capolavoro stilistico dell’arte paesaggistica. Qui troviamo una costruzione a proscenio denominata il teatro dove si svolgevano numerosi spettacoli, i rari pavoni bianchi originari della Persia ed essenze arboree e floreali da tutto il mondo: in primavera le coloratissime azalee, d’estate il giardino delle rose lungo le terrazze più alte, conifere, prunus e tantissimi agrumi lungo i muraglioni che delimitano alcune terrazze.

Testo scritto da Luca Sconfienza, guida autorizzata per accompagnare gruppi ed individuali alla scoperta di isola Bella

Per contattare Luca https://www.facebook.com/guidaturistica.lagomaggiore

Le visite Palazzo Borromeo e giardini di ISOLA BELLA: listino prezzi

Singoli Adulti Singoli Ragazzi * Gruppi Adulti ** Gruppi Ragazzi ***
 Isola Bella (Palazzo, Pinacoteca e Giardino)  16.00  8.50  13.00  7.00
Isola Bella +
Isola Madre1
21.00 10.00 17.00 9.50
Isola Bella + Isola Madre + Rocca di Angera2 25.00 13.50 20.00 11.50

* Ragazzi= dai 6 ai 15 anni compresi, gratis se minori di 6 anni
** Gruppi Adulti: minimo 18 persone. Una gratuità ogni 18 paganti
***Gruppi Ragazzi: minimo 13 persone, un insegnante ha diritto all’ingresso gratuito ogni tredici alunni paganti.
Accompagnatori di portatori di handicap: gratuiti.
1) Biglietto utilizzabile unicamente in un singolo giorno
2) Biglietto gruppi utilizzabile in due giorni consecutivi come segue:
- Per i singoli: Isola Bella e Isola Madre sono visitabili lo stesso giorno, la Rocca Borromeo è invece visitabile entro la fine della stagione (22 ottobre 2017)
- Per i gruppi: il biglietto è valido fino al giorno successivo l'emissione. E' comunque indispensabile accedere all'Isola Bella e all'Isola Madre nello stesso giorno.

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