In questa pagina diamo una breve spiegazione storica dell'isola Madre e, con l'aiuto di Luca (guida autorizzata), illustriamo come si svolge la visita dell'isola, dal momento dello sbarco, alla ripartenza.

Proseguendo la nostra navigazione sul lago con i motoscafi in direzione di Pallanza, in pochi minuti raggiungiamo la terza delle Isole Borromee, l’Isola Madre anch’essa, come l’Isola Bella, tuttora di proprietà della famiglia Borromeo ma aperta al pubblico per le visite.

Quale le ragioni per il nome Isola Madre? Essenzialmente due: è la più grande come superficie delle tre e fu il primo possedimento della famiglia su questa parte mediana del Lago Maggiore a partire dagli inizi del 500’.

Scendendo dalla barca, ci avviamo verso l’ingresso per iniziare la nostra visita nel bellissimo giardino botanico che cinge il Palazzo Borromeo. Il giardino, è in parte in stile all’italiana terrazzato ed in parte all’inglese più naturale con diverse alberature. Ciascuna zona del giardino presenta particolarità florovivaistiche con essenze provenienti da tutto il mondo, ma, in particolare, dall’Asia i cui terreni acidi e l’umidità atmosferica sono caratteristiche simili a quelle che si possono trovare qui. L’Isola Madre, gode, inoltre, di una sorta di microclima, data la sua posizione in mezzo al lago e riparata, con una temperatura anche invernale di alcuni gradi superiore alla costa.

Iniziamo la nostra passeggiata nel giardino, percorrendo il Viale d’Africa ricco di essenze tropicali. Arriviamo al Piano delle Camelie che presenta una collezione sterminata di camelie dalla fioritura primaverile di origine giapponese (Camelia japonica); ve ne sono qui oltre centocinquanta varietà diverse!

Passiamo il giardino mediterraneo con ericacee a basso portamento per inoltrarci nella parte più ombreggiata ed umida del parco, nel regno delle felci arboree che provengono dall’Oceania. Raggiungiamo così l’antica darsena, al cui interno troviamo un’imbarcazione che sulla prua assomiglia molto da vicino ad una gondola veneziana. Era usata dai servitori del casato per accogliere gli ospiti che arrivavano in visita dal lago. Ci incamminiamo verso una collinetta e scopriamo una magnifica vista su un’infinita collezione di rododendri ed azalee, altri fiori tipici del Lago Maggiore. Qua e là, cominceremo a scorgere nel boschetto circostante, la presenza di bellissimi fagiani colorati originari della Cina. Accanto alle azalee, due enormi tassi della Florida con le radici che si protendono in tutto il giardino circostante e, sulla destra, la pianta del thè, la Camelia sinensis.

Prima di giungere al piazzale antistante l’ingresso della dimora Borromeo, sostiamo nel Piazzale dei Pappagalli dove troveremo anche i bellissimi pavoni colorati oltre ai rari bianchi.

Prima di entrare nel palazzo, la nostra vista viene rapita da un’enorme albero dalla triste ma con lieto fine storia, un cipresso del Kashmir. Questo esemplare, unico al mondo per crescita, ombreggiava il piazzale con una chioma di oltre 200 metri quadrati e riceveva visite da studiosi di botanica di tutto il mondo. Purtroppo, il 28 Giugno del 2006, è stato colpito da una devastante tromba d’aria che ha fatto cadere a terra questa secolare pianta. La famiglia Borromeo ha creduto nella possibilità di salvarla ed il cipresso, con enorme dispiegamento di mezzi e denari, è stato nuovamente rimesso in piedi ed oggi, sembra di nuovo rifiorire come un miracolo della natura. E’ impressionante notare, nel pannello posto di fronte ad esso, le foto del disastro e poi quelle della speranza con gli interventi effettuati per il suo salvataggio e che stanno dando buoni frutti.

Finalmente siamo nel palazzo: saliamo al primo piano e ci affacciamo dall’elegante loggia in stile tardo rinascimentale (il palazzo fu costruito a partire dal 500’). Entriamo in una prima sala di ricevimento caratterizzata da un antico tavolo per il biliardo e contornata da stipi fiorentini ad intarsio in marmo e vasi di porcellana cinese del 700’. Da qui, accediamo alla sala chiamata del Ciclo delle stagioni per la presenza di quattro dipinti che descrivono l’alternarsi delle stagioni annuali realizzati da autori fiamminghi nel 600’. Interessante anche la presenza di un arazzo appartenuto al Cardinale Federico Borromeo, cugino di S. Carlo e ricordato dal Manzoni nei Promessi Sposi. Proseguendo, troviamo una sala caratterizzata dalla presenza di un’ampia vetrinetta all’interno della quale troviamo una parte della collezione di preziose bambole in porcellana della Principessa Bona Borromeo, attuale proprietaria delle isole con il consorte il Principe Borromeo. Da qui, transitiamo attraverso due camere da letto con cortinaggi e copriletto in seta damascata ed arriviamo nelle sale dedicate ai teatrini, forma di spettacolo tanto amata dalla famiglia e con la quale intratteneva in passato sovente gli ospiti. Incontreremo diversi teatrini, come quello dell’orrore e vetrinette nelle quali si conservano maschere marionette usate in passato.

Ora scendiamo al pianterreno. Lasciandoci alle spalle la Galleria degli antenati, con una serie di dipinti che raffigurano personaggi famigliari, entriamo nello studio della Contessa Clelia Borromeo ed entriamo nella sontuosa ricostruzione della sala da pranzo, con un grande tavolo allestito con tovaglia in pizzo siciliano, vetri di murano e la presenza di due paggi in alta uniforme dediti a servire gli invitati. Dopo aver attraversato lo studio dedicato all’Ambasciatore Giberto in Vaticano (si, proprio quello del tavolino rotondo con lavorazione a mosaico dell’Isola Bella…), giungiamo, dapprima, al salottino di famiglia con mobilio sette ed ottocentesco ed, infine, al salottino veneziano con una pregevole decorazione rococò a trompe l’oeil e sormontato da un fascinoso lampadario colorato in cristallo soffiato di Murano.

Nell’ultima sala che visitiamo, troviamo delle lunette con la rappresentazione delle Virtù umane di scuola lombarda seicentesca e la guardia del palazzo con la sua divisa originale del 700’ ed un bastone che percuoteva al suolo annunciando per nome l’ospite che stava per varcare il soglio borromaico.

Tornando in giardino, terminiamo la sua visita scendendo da una scalinata, passando davanti ad una vasca con i ninfei ed il papiro; ammirando gli esterni in cotto dell’ottocentesca cappella sepolcrale di famiglia e transitando di fianco alla facciata del palazzo coperta durante il periodo estivo da innumerevoli boungainvilles dal colore viola.

Prima di uscire anche dal giardino, per ritornare verso il nostro motoscafo che ci aspetta per condurci verso altre emozioni di lago, non dimenticate di osservare un bel ginko biloba e la parte all’inglese del parco con diverse conifere ed altre alberature.

Testo scritto da Luca Sconfienza, guida autorizzata per accompagnare gruppi ed individuali alla scoperta di isola Madre

Per contattare Luca https://www.facebook.com/guidaturistica.lagomaggiore

Visita al Museo e giardino Botanico dell'isola madre: listino prezzi

Singoli Adulti Singoli Ragazzi * Gruppi Adulti ** Gruppi Ragazzi ***
Isola Madre (Palazzo e Giardino)  13.00  6.50  11.00  5.50
Isola Bella +
Isola Madre1
21.00 10.00 17.00 9.50
Isola Bella + Isola Madre + Rocca di Angera2 25.00 13.50 20.00 11.50

* Ragazzi= dai 6 ai 15 anni compresi, gratis se minori di 6 anni
** Gruppi Adulti: minimo 18 persone. Una gratuità ogni 18 paganti
***Gruppi Ragazzi: minimo 13 persone, un insegnante ha diritto all’ingresso gratuito ogni tredici alunni paganti.
Accompagnatori di portatori di handicap: gratuiti.
1) Biglietto utilizzabile unicamente in un singolo giorno
2) Biglietto gruppi utilizzabile in due giorni consecutivi come segue:
- Per i singoli: Isola Bella e Isola Madre sono visitabili lo stesso giorno, la Rocca Borromeo è invece visitabile entro la fine della stagione (22 ottobre 2017)
- Per i gruppi: il biglietto è valido fino al giorno successivo l'emissione. E' comunque indispensabile accedere all'Isola Bella e all'Isola Madre nello stesso giorno.

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Per chi ha un navigatore l'indirizzo è Stresa - piazzale lido
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